Boxer


Vai ai contenuti

IL CARATTERE

IL BOXER

.
IL CARATTERE DEL BOXER
.

.
Qui riportiamo lo scritto apparso su "La grande enciclopedia del cane" (titolo originale : "Los perros, gran enciclopedia canina") nel Volume terzo, edito dalla della DeAgostini, a fine anni 80.


Tale scritto è a firma del Dott. Mario Perricone, indimenticabile personaggio di enorme cultura boxeristica e cinofila scomparso nel 2005.


Il Dott. Perricone è stato allevatore di spessore con l'affisso di "Valdemone", giudice internazionale all round e membro della Commissione standard del F.C.I. oltre che rivestire cariche all'interno dell' E.N.C.I.


A lui si devono svariati scritti e
. un libro monografico dedicato alla razza .tra i più letti e conosciuti in italia " Il Boxer".

Il riportare questo suo validissimo e sempre attuale scritto vuole essere un piccolo omaggio a questo grande personaggio del boxerismo, che al boxerismo tanto ha dato.

Dott. Mario Perricone

Tomaso Bosi con Tocco di classe della Val di Senio

La più suggestiva descrizione del carattere del Boxer è stata scritta da un letterato, Louis Bromsfield, il quale ebbe diversi esemplari fra i quali anche uno da esposizione acquistato in Francia che si chiamava Rex.

In "Pleasant Valley" ( Valle delizia ) il romanziere dedica un capitolo al suo cane preferito e dice:

"Entrò nella stanza assolutamente sicuro di se stesso, fece qualche passo con dignità, si fermò e ci guardò. Non eravamo certo noi ad intimidirlo; al contrario . La sua personalità, il suo carattere non ci permettevano alcuna familiarità: accettò una mia timida carezza quasi come un favore; ma, fatta conoscenza, compresi ciò che esprimeva con il suo sguardo: affetto, devozione, lealtà, dignità e indipendenza."

Su come debba essere il Boxer e su come debba comportarsi, peraltro, lo Standard offre delle indicazioni precise; per la valutazione, quindi, di un soggetto sul piano caratteriale esistono indicazioni sufficienti, che non è difficile interpretare.


Il discorso, ovviamente, cambia quando si tratta di trovare, in allevamento, la via giusta per mantenere nella razza i suoi requisiti morali.

Anzitutto il Boxer , Louis Bromfield ce ne offre una conferma, deve essere personaggio; esprime, cioè, una forte individualità, senza per questo entrare in competizione con gli uomini con i quali vive.

E’ naturalmente docile e quindi obbedisce con convinzione, stabilendo con i compagni umani un rapporto, che non è subordinato, ma di collaborazione.

Di conseguenza ha due qualità che sono di base nella razza. Grazie alla prima, è capace di apprendere con grande facilità; per la seconda, è un essere sociale, che si inserisce spontaneamente fra gli uomini, in una scala gerarchica al cui apice pone una persona che venera come un capo e via via tutte le altre persone che vivono con questo capo per finire agli estranei, che rispetterà senza riverirli.

Queste doti, ovviamente, le esprime da adulto; ma, già nel corso dell’ adolescenza e della maturazione, molti dei suoi comportamenti le preannunciano.
Ad esempio, la curiosità giovanile, il volere essere presente a tutti gli eventi che per lui sono nuovi, sono un buon indice della sua socialità e della sua capacità di reagire con prontezza a tutti gli stimoli piacevoli e spiacevoli esterni.

Alessandro e Argo

Argo in fase di difesa alle prese con A. Spada

.
Da buon molossoide è dotato di un’ ottima tempra che gli fa sopportare bene le esperienze negative di ogni tipo.

Tale caratteristica non deve però essere troppo accentuata, in quanto, in un caso del genere, il Boxer sarebbe naturalmente portato ad un eccessiva indipendenza dall’ uomo, per cui, in definitiva, il suo inserimento nel branco umano non sarebbe corretto rispetto al suo impiego, quale cane da difesa.

Altra sua dote è quella della combattività, che esprime, fin da giovane, quando nelle fasi del gioco entra in competizione con i suoi compagni, altri cani o uomini che siano.

Questo momento è molto importante, perché, mentre dà la misura della reattività del cane, consente di stabilire il suo grado di creatività, per poter prevedere che, di fronte a circostanze che siano per lui del tutto nuove, è in grado di assumere atteggiamenti adeguati alle necessità del caso.

Un altro segno distintivo del carattere del Boxer viene dal suo comportamento territoriale. Come ben sappiamo, si tratta di un cane selezionato per la difesa personale e, di conseguenza, non gli si addice quella frenesia, presente in molte razze, di occupare vasti territori.


Il suo spazio vitale è quello dell’ uomo al quale si accompagna; se, al contrario, si allontanasse tanto da perderlo di vista, lo farebbe per un istinto predatorio, che nel Boxer deve essere presente quel tanto che basta per farne un combattente e un lottatore.

Una razza con questo profilo caratteriale e, quindi, con spiccate qualità, che la rendono idonea alla difesa dell’ uomo, potrebbe apparire, nella odierna società umana, un anacronismo, in quanto oggi vi sono strumenti di offesa contro i quali un cane vale ben poco.

Viene da chiedersi, quindi, a cosa possa servire in realtà un Boxer e per quali ragioni bisogna preoccuparsi della sua selezione caratteriale.

Se attualmente la sua diffusione è tanto ampia da averlo reso un cane familiare in tutto il mondo, le ragioni stanno nel fatto che la sua personalità, la sua docilità, la sua tempra, la sua territorialità lo rendono un cane ben adatto al dinamismo e all’ efficienza dell’ uomo moderno.

E’ quindi giusto fare in modo che questo cane conservi quelle doti, per le quali è stato ricercato ed apprezzato.

La vera e reale ragione per la quale in Germania il Club sottopone la razza a meticolosi accertamenti per potere rilevare lo stato di salute del suo carattere, è risposta nella necessità di eliminare, in fase di riproduzione, ogni possibile elemento negativo.

Il Boxer, come si è detto, è un atleta, un agonista, un cane potente.

Un feeling che nasce da cuccioli

Sarebbe molto triste vedere un esemplare, forte nello scheletro e nei muscoli, ma non altrettanto nel carattere, e quindi vile, che sfugge allo sguardo, che si rintana alla vista di un estraneo.

Lo sarebbe anche se, di fronte ad una minaccia al suo compagno, restasse del tutto indifferente o, al contrario, fosse inavvicinabile perché inutilmente mordace.

Insieme nella vita ( Monica, Anna e Airi)

Da queste considerazioni deriva per tutti i possessori ed amatori della razza, anche se non allevatori, di farsi una idea piuttosto precisa del carattere del proprio cane, osservandolo anzitutto in età giovanile, ed evitare di fare riprodurre quegli esemplari, che non esprimono, a prima vista, quelle qualità, non soltanto fisiche, che sono comuni in tutti i lottatori e vengono espresse con lo sguardo aperto e dritto, con i movimenti decisi del corpo, con una dignità che deriva da una grande forza interiore.
..
.

..............................................................Dottor Mario Perricone

.
.


Torna ai contenuti | Torna al menu